Undici anni fa venivano introdotti in Italia i contratti di rete, uno strumento negoziale innovativo per aiutare gli imprenditori ad affrontare il delicato tema della collaborazione con un modello di organizzazione e gestione delle attività condivise più flessibile e dinamico rispetto a quelli fino ad allora esistenti (tra tutti i consorzi e, nell’ambito degli appalti pubblici, i raggruppamenti temporanei di imprese). Un modello di collaborazione che risulta ancora oggi unico, non solo in Italia, per la sua capacità di lasciare alle parti piena autonomia e indipendenza nella definizione di obiettivi, piano di attività, diritti e obblighi, governance, responsabilità e regole di ingaggio nei confronti dei terzi.

Le reti di imprese si sono dimostrate negli anni un fenomeno in costante crescita ed evoluzione, in grado di rispondere ai fabbisogni espressi dalle imprese in termini di adattabilità e competitività.

I dati del Registro delle imprese a fine febbraio 2021 confermano l’andamento positivo del fenomeno nonostante la crisi: 6.801 contratti di rete per oltre 39mila imprese coinvolte di qualsiasi dimensione, settore e area geografica (per il 38% al Nord, per il 37% al Centro, per il 25% al Sud), con un incremento del +13% (+757 reti) nel 2020 rispetto al 2019.

Ciò nonostante, ancora sussistono diversi ostacoli allo sviluppo di processi collaborativi tra imprese, dovuti in parte alla frammentazione del tessuto produttivo nazionale, ai limiti territoriali, alla ridotta dimensione delle aziende e alla loro difficoltà ad organizzarsi in maniera strutturata e manageriale; in parte alla tradizionale diffidenza degli imprenditori, soprattutto micro e piccoli, a condividere conoscenze, competenze, magazzini e mezzi, progetti o attività di business con altri imprenditori.

Per superare queste barriere è necessario adottare un diverso approccio culturale e un nuovo slancio in favore della collaborazione tra imprese, che agevoli e semplifichi la capacità degli imprenditori di fare rete sul piano metodologico, oltre che organizzativo e gestionale, valorizzando le caratteristiche di autonomia, di trasversalità e di flessibilità del contratto di rete.

Per realizzare questo salto di qualità, funzionale ad affrontare le sfide competitive sul mercato globale e la ripresa del sistema produttivo, occorre lavorare principalmente su due fronti: managerializzazione e digitalizzazione delle reti.

Sul primo fronte, secondo l’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa – creato nel 2018 da Università Cà Foscari Venezia, InfoCamere e RetImpresa – è ancora bassa la percentuale di reti che fa ricorso a figure manageriali (solo il 25% del campione indagato), nonostante sia dimostrato che gli assetti organizzativi e gestionali incidono positivamente sulle performance economico-finanziarie della rete, così come sulla produttività, sul fatturato e sull’occupazione delle singole imprese che ne fanno parte.

Queste considerazioni rendono anzitutto necessario potenziare l’integrazione del management nelle reti di imprese, per stimolare l’ideazione e l’attuazione di strategie competitive di innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità e per attivare quel coordinamento e quelle relazioni necessarie tra gli attori del sistema allargato, specie nelle filiere.

È solo disponendo di adeguate competenze manageriali, grazie anche a percorsi formativi specializzati e a incentivi pubblici (es. voucher manager), che i network di imprese potranno intraprendere quella evoluzione organizzativa e strategica rispondente ai fabbisogni del mercato e alle sfide della transizione tecnologica e della sostenibilità ambientale.

L’altra leva fondamentale per favorire le collaborazioni tra imprese è la digitalizzazione dei relativi processi relazionali, operativi e valutativi. Occorre dotare gli imprenditori e il loro management di strumenti concreti che consentano di trasformare digitalmente i processi di collaborazione, per semplificarli, accelerarli e renderli accessibili a tutti.

A tal fine, RetImpresa – l’Agenzia di Confindustria per le aggregazioni e le reti di imprese ha attivato una strategia volta a far crescere la propensione delle micro, piccole e medie imprese a collaborare, attraverso la leva tecnologica e con metodologie innovative, contribuendo in tal modo anche a rafforzare le competenze e le opportunità di crescita per i dirigenti d’azienda.

Tale strategia, attuata con il supporto del partner tecnologico Selda Informatica, trova espressione concreta nella piattaforma di open innovation RetImpresa Registry, che da alcune settimane è online e che potrà favorire l’attivazione di partenariati e di progetti tra imprese all’interno di un marketplace dedicato e sicuro grazie all’utilizzo della tecnologia blockchain. Registry è uno strumento digitale a disposizione di imprenditori e manager per spingere le imprese a progettare insieme e condividere idee in maniera affidabile, semplice e diretta, secondo i principi dell’open innovation, dando vita a reti digitali innovative che potranno poi proseguire la collaborazione nel mondo reale, formalizzare il loro accordo con un contratto di rete, valutare la propria qualità e migliorarsi continuamente per essere in linea con le sfide della sostenibilità e della concorrenza internazionale.

Lo sviluppo di RetImpresa Registry rappresenta una vera e propria innovazione di processo nella costruzione dei partenariati aziendali: rispetto a tutti gli altri marketplace esistenti, questa piattaforma di matching mette, infatti, al centro della domanda e dell’offerta non un prodotto o un servizio, ma le idee imprenditoriali da sviluppare in forma aggregata.

Più in dettaglio, Registry assicura:

  • accesso pubblico. Tutte le imprese possono iscriversi gratuitamente, con pochi e semplici passaggi, al marketplace delle idee di rete e proporre o aderire a progetti di collaborazione;
  • All’impresa che si iscrive viene associata automaticamente un’identità su blockchain univoca e inviolabile;
  • La marcatura temporale e l’identità digitale garantiscono la tutela delle idee nel marketplace, potendo sempre risalire all’origine di un progetto di rete;
  • Le informazioni inserite su blockchain sono protette e non sono modificabili;
  • ecosistema digitale integrato. Il marketplace collegato al sistema Confindustria consente ai partecipanti di presentare idee progettuali e di ricercare competenze e partner validi per lo sviluppo della propria rete, sfruttando anche le possibili integrazioni con altre piattaforme esistenti.

Per completare il quadro degli strumenti digitali a sostegno dei processi collaborativi, RetImpresa ha inoltre sviluppato Reference, il primo modello di valutazione della qualità delle reti d’impresa, nell’ambito di un progetto finanziato da Fondirigenti e realizzato sempre in partnership con Selda Informatica.

Reference è un tool digitale innovativo, che supporta e agevola la gestione di uno degli aspetti più delicati – e complessi – per chi ricorre al modello del contratto di rete: l’analisi degli assets “intangibili” dell’attività comune, ossia quelle variabili qualitative più caratterizzanti – compresa la disponibilità di idonee professionalità manageriali – al fine di elaborare un sistema replicabile di scoring delle reti.

Grazie alla webapp Reference, il manager o il referente della rete può effettuare gratuitamente, con pochi semplici passaggi, l’autodiagnosi di qualità del proprio progetto di rete, ottenendo un report consuntivo del percorso svolto e rappresentativo del posizionamento del network.

Il benchmark qualitativo rilasciato da Reference in relazione ai principali obiettivi strategici perseguiti dalla rete consente, infatti, al management di riconoscere i punti di forza e di debolezza dell’attività congiunta, di monitorare le performance e di valutare quali azioni intraprendere per evolversi, a beneficio non solo della rete e dei suoi partecipanti, ma anche dei diversi stakeholder finanziari, tecnologici, istituzionali e commerciali.

RetImpresa Registry e Reference costituiscono, in conclusione, due strumenti operativi concreti per supportare quella strategia di digitalizzazione e semplificazione dei processi collaborativi tra imprese, che solo attraverso un diretto e partecipato coinvolgimento dei manager potrà restituire risultati in termini di crescita organizzativa, dimensionale e competitiva del nostro sistema produttivo.

Carlo La Rotonda – Direttore di RetImpresa

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