Sulla scena sempre più attiva del mondo dei podcast troviamo “Casa Brachino” il format lanciato da Claudio Brachino volto storico del giornalismo televisivo italiano. Viene dai suoi trent’anni di esperienza nel campo dell’informazione l’esigenza di un programma lontano dallo schema dei talk show al vetriolo tutti urla e accavallamenti. Un pacato confronto one-on-one che, ospitando di volta in volta varie figure di spicco nel mondo dell’attualità, offre una panoramica puntuale di diversi spaccati della contemporaneità.

Intervistato nel sesto episodio è l’ingegnere Gaetano Capasso, amministratore di ItalRobot,  invitato per parlare di nodi cruciali per il futuro dell’Italia: la robotica, la crescita tecnologica focalizzata sull’automazione del settore agricolo e, soprattutto, in che modo i giovani potranno fare tesoro di queste innovazioni, specialmente nel Sud Italia. Capasso espone la necessità di attrezzare e modernizzare tali dotazioni del Mezzogiorno per far sì che a giovarne siano, non solo i consumatori, ma anche i lavoratori costretti a mansioni spesso usuranti o alienanti. Con la sua azienda l’ingegnere si trova spesso a combattere anche con il falso mito della robotica che erode posti di lavoro, posizione spesso non corroborata dai dati. Non solo, esprime anche una certa preoccupazione per ciò che riguarda il futuro dei più giovani del meridione, poiché molti di essi, già durante la formazione (tecnica o universitaria che sia), proiettano il loro futuro lavorativo al di fuori della  regione di origine. Capasso sottolinea, inoltre, uno scollamento proprio fra il mondo della formazione e quello della domanda delle industrie come ItalRobot. Ed è da riflessioni simili che nasce, insieme alla sua azienda, il tentativo di collegare questi due universi grazie anche alla presenza dell’ingegnere nel direttivo di Confindustria Caserta con delega alla formazione 4.0. Integrare i due sistemi che attualmente viaggiano a velocità molto diverse è fra le priorità che si è posto Capasso per far sì che i ragazzi sappiano quali sono le realtà produttive attorno a loro, senza vedersi costretti ad abbandonare il Mezzogiorno per applicare uno specifico know how.

L’agri-tech è un altro capitolo fondamentale per l’ottimizzazione delle risorse nel settore della coltivazione, e in questo ambito ItalRobot (dopo aver vinto un bando regionale in collaborazione con Gal Terra è Vita) si sta muovendo grazie allo sviluppo di un prototipo di robot antropomorfo capace di effettuare la raccolta delle fragole. Questo progetto verrà dotato di intelligenza artificiale e non sarà pronto prima di marzo 2022, ma nelle intenzioni dell’azienda c’è quella di limitare lo sfruttamento del lavoro umano ad opera del tragicamente noto caporalato, e di fare un uso mirato delle risorse fondamentali come l’acqua e ridurre l’uso dei pesticidi.

Fra le complessità nell’implementare l’industria hi-tech nel tessuto produttivo, l’emigrazione che sta svuotando una fetta importante del Paese, ma anche le preoccupazioni per il futuro dei più giovani e l’attenzione che si dovrà avere nei prossimi anni nel gestire il Recovery Fund, si articola questa stimolante chiacchierata nella casa virtuale di Claudio Brachino.

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