AREST e ALS

È stata approvata una nuova legge regionale sulla programmazione negoziata che costituisce una risposta alle richieste che sono state formulate negli ultimi anni degli Enti locali per dare attuazione alle linee guida relative alla programmazione negoziata. Vengono, pertanto, introdotte procedure diversificate a seconda delle esigenze specifiche delle singole realtà: (i) l’ accordo di rilancio economico, sociale e territoriale (“AREST”) e (ii) l’accordo locale semplificato (“ALS”).
Già dal 2000 furono istituiti con apposita legge (L.R. n. 1/2000) che declinava a livello regionale i decreti legislativi cosiddetti “Bassanini” e successivamente, nel 2003, con una nuova legge quadro regionale sulla programmazione negoziata (L.R. n. 2/2003) sono stati riproposti e rinominati (i.e. PISL, Contratti di Recupero produttivo). La “cassetta degli attrezzi ” si amplia e si organizza con due nuovi strumenti di programmazione.

L’ALS consentirà ai Comuni che intendono realizzare interventi che non prevedono variazioni di carattere urbanistico e non comportano costi economici di grande rilevanza, di poterlo fare in tempi certi e rapidi, accorciando e semplificando in modo significativo gli iter procedurali a cui fino ad oggi dovevano invece sottoporsi all’interno dell’Accordo di programma. L’ALS fa capo ai Comuni e si aggiunge allo strumento già esistente dell’Accordo di Programma, consentendo ai Comuni che intendono realizzare interventi che non prevedono variazioni di carattere urbanistico e non comportano costi economici di grande rilevanza, di poterlo fare in tempi certi e rapidi, accorciando e semplificando in modo significativo gli iter procedurali a cui fino ad oggi dovevano invece sottoporsi all’interno dell’Accordo di Programma. In pratica, se un Comune dovrà intervenire per realizzare un’opera ora potrà farlo sfruttando una corsia preferenziale, senza più dover ricorrere necessariamente all’accordo di programma. Con la nuova legge, la stessa normativa sugli accordi di programma viene semplificata e aggiornata, e viene uniformata facilitando l’incontro tra le esigenze dei Comuni e gli obiettivi regionali compresi nel Piano Regionale di Sviluppo, valorizzando e incentivando ancora di più la logica della sussidiarietà verticale.

L’AREST si pone invece l’obiettivo di favorire uno sviluppo tridimensionale del territorio coinvolgendo tutti i soggetti territoriali pubblici e privati interessati in un ambito che privilegia la rigenerazione urbana. Con gli AREST si mettono insieme tutti i soggetti privati e pubblici coinvolti in progetti e interventi di rigenerazione territoriale. Questo strumento fa capo a Regione Lombardia e si aggiunge all’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale già esistente e che nell’occasione viene a sua volta semplificato e snellito, mantenendo la sua vocazione di accordo di riferimento per interventi di ambito istituzionale che interessano aree vaste e coinvolgono enti come le Province e le Aree metropolitane. Il nuovo strumento dell’Accordo di Rilancio Economico Sociale Territoriale si pone l’obiettivo di favorire uno sviluppo tridimensionale del territorio coinvolgendo tutti i soggetti territoriali pubblici e privati interessati in un ambito che privilegia la rigenerazione urbana.

Si tratta, di due nuovi strumenti che si prefiggono la finalità di accelerare, semplificare e facilitare la realizzazione di interventi strutturali e infrastrutturali al servizio del territorio. C’è da chiedersi, se la pletora degli strumenti promozione dello sviluppo territoriale costituisca, oggi, un materiale istituzionale da dismettere, posto che le esperienze di successo hanno fatto emergere la centralità dei processi di coinnvolgimento delle società locali per attivare risorse latenti.

Ti è piaciuto questo articolo?

0 voti
Mi è piaciuto Non mi è piaciuto

Total votes: 0

Upvotes: 0

Upvotes percentage: 0.000000%

Downvotes: 0

Downvotes percentage: 0.000000%