La Legge 231/01 ha introdotto e regolamentato la cosiddetta “responsabilità amministrativa e penale” delle persone giuridiche, una legge molto temuta dalle imprese italiane che cercano di ottemperare e cautelarsi dalle eventuali conseguenze in caso di violazioni dei termini e dei reati previsti dal decreto. La legge 231/01 regola l’eventuale responsabilità dell’impresa come persona giuridica che si aggiunge a quella delle persone fisiche che hanno materialmente commesso il fatto. Il programma di conformità ai requisiti previsti dal decreto non è obbligatorio per le aziende ma è decisamente vantaggioso per gli imprenditori che vogliono tutelare la propria attività riducendo i rischi di essere chiamati a rispondere per uno dei reati sanzionati dalla 231 medesima. E’ ovvia conseguenza che i risvolti della legge 231/01 preoccupano i manager molto più del fisco, ed è per questo che i costi legali  a carico di un’azieda in ottemperanza a  questa normativa sono aumentati notevolmente, costi considerati dai dirigenti indispensabili e necessari per salvaguardare il più possibile la vitalità e l’utilità dell’impresa considerata.

Legge 231/01, Carlotta Campeis: “La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche? E’ il vero strumento sanzionatorio nei confronti delle imprese”

Carlotta Campeis, socio dello Studio Campeis coerente e d’accordo con Mario Mantovani, vicepresidente di Manageritalia spiega quanto le imprese necessitano di tutela legale quando si parla di responsabilità amministrativa e penale dell’azienda, una tutela estesa oggi a un quantitativo di reati sempre più ampio:”A fianco delle singole sanzioni individuali, l’introduzione della responsabilità delle persone giuridiche si sta rivelando il vero strumento sanzionatorio nei confronti delle imprese. Il novero dei reati si è progressivamente ampliato e comprende, ad oggi, fattispecie criminose di probabile commissione, dai delitti relativi alla sicurezza sul lavoro, alla materia ambientale, ai reati informatici e agli illeciti societari. L’impresa pertanto è obbligata ad attivarsi già in fase preventiva tramite l’adozione e attuazione di concreti ed efficaci modelli organizzativi. Campeis ha poi aggiunto:”Anche noi riscontriamo una crescente volontà delle imprese a investire energie e risorse in materia di compliance e, in particolare, sul potenziamento dei propri modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti dal d.lgs. 231/01.”

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