Si intensifica in modo attento l’interesse degli investitori nei confronti dei mercati emergenti, aeree economiche che nel 2017 hanno manifestato il loro potenziale di crescita nonostante i palesi rischi dati da potenziali scelte geopolitiche economie poco sviluppate. Per mercati emergenti si intendono tutti quei paesi ricchi e autonomi dal punto di vista economico, ma in ritardo dal punto di vista della struttura economica stessa rispetto a Paesi già sviluppati: una definizione che ben fa comprendere come nonostante il momento propizio e favorevole di questi stati, le preoccupazioni degli investitori interessati sono giustificate da molteplici punti di vista. In questo contesto d’insieme non si può ignorare il fatto che per il 2018 si prevede un’attenzione particolare del mondo economico globalizzato nei confronti dei mercati emergenti, questo interesse  è avallato dall’analisi di tre aspetti determinanti in grado di dare a queste aree una spinta negli investimenti e nei quasi certi utili e dividendi.

Mercati emergenti 2018, le nuove opportunità: industria tech, Cina e Brasile

In primis l’industria tech sembra avere nei paesi considerati un ruolo predominante nel favorire l’economia settoriale:  Alibaba, Tencent, Samsung, Naspers e Taiwan Semiconductor nell’appena trascorso 2017 hanno raccolto svariati successi riguardo ai loro utili e pacchetti azionari. Molto interessante è anche il nuovo ruolo assunto dalle banche cinesi che confermano una redditività superiore e un rendimento sul dividendo doppio rispetti ai loro colleghi internazionali. Pechino ha anche dimostrato che investire in attività produttive innovative piuttosto che atteggiarsi con complicati meccanismi finanziari è molto più efficiente per il sistema finanziario locale, ma soprattutto globale. Infine gli addetti ai lavori hanno riconosciuto il potenziale economico del Brasile che torna in competizione con gli altri mercati emergenti grazie alla scesa preponderante dell’inflazione che è passata dal 10% e più di gennaio a circa il 2,5% di novembre un risultato che ha agevolato la riduzione dei tassi di interesse. L’analisi porta a concludere che una maggiore scelta tra tra azionario e obbligazionario e una valutazione di più investimenti porta a osservare più asset class e di conseguenza a cogliere le opportunità offerte dai mercati emergenti diversificati e ancora in via di sviluppo in grado, nonostante tutto,  di dare i loro frutti.

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